Recensioni sul pittore Silvio Bottegal

Luciano Bertacchini
     


Silvio Bottegal, che conosciamo chiuso e schivo, difeso sempre da quel suo fare gentile, ritorna talvolta con improvviso slancio a superare la barriera di timidezza che lo distingue da altri artisti, ricreando cosi' con il pubblico un colloquio che da tempo mancava. E' il suo modo per riproporci un mondo intimo che e' accessibile solo ai buoni. Le invenzioni, i disegni, i colori sono frutto di una sensibilita' che ha maturato a lungo ogni impressione; sentiamo che sono nati lentamente, costruiti per gradi, controllati. Nessuna suggestione di scuola, nessuna influenza di maniera, ma un susseguirsi limpido e coerente di fasi creative, una giustificazione completa della forma e del colore. Possono stupire in lui alcune dissonanze fra ispirazioni e tecnica impressionistica degli acquerelli, e certe ricerche apparentemente legate all'espressionismo nostrano, in opere come "Alluvione"; ma Bottegal le giustifica affermando che le seconde sono piu' intimamente sentite e quindi piu' "vere", e lo dice con la contenuta sicurezza di chi vuole riaffermare la propria fede nella "verita'" del mondo intimo e la sua obiettiva preminenza su ogni verita' rivelata. "Alluvione" conferma quanto questo mondo intimo sia contenuto e discreto anche nei suoi slanci polemici: un modo di accennare alle cose, un discostarsi dalle soluzioni facili che il tema avrebbe suggerito ai neorealisti, l'ignorare l'alluvione come tragica realta' e l'insistere su un simbolo che "presidia mutilati paesaggi sommersi". Anche per queste ragioni, e per l'irruenza del segno subito bilanciata dal serrato smorzare dei toni, ci sembra una delle cose migliori di Bottegal.
Nasce immediato il confronto con "la stoffa gialla", dipinto nel 1923, che qui riappare accompagnato dalle parole validissime di Beniamino Del Fabbro e Giovanni Comisso, e con "paesaggio con fiori": una evoluzione lenta, sempre arricchita di nuove esperienze ma di immutata solidita', che si riscontra anche negli acquerelli (alcuni di eccezione: si vedano "Pioggia sottile" e "Paesaggio 18"). Perche' inseriti in catalogo, mancano i disegni, ed e' peccato; bastava "L'usuraio" per rendere completa questa rassegna che e' pur da vedere e da meditare, perche' specchio fedele dell'animo di un vero artista.


Luciano Bertacchini     
Tratto dal libro
Silvio Bottegal - pittore e poeta
edito dalla tipografia "Editrice Trevigiana"
Treviso 2 giugno 1971
in occasione della mostra presso Ca' da Noal - Treviso
Pp. 26


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Creation date: Thursday, August 24, 2006 05:00 pm - Last updated Friday, September 01, 2006 11:47 am - All Rights Reserved.
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